L'”analisi testuale”.
“I grilli
stupefatto silenzio:
la luna piena”
Il primo verso mette in scena i grilli, che nella notte sono soprattutto un lungo suono ritmico, un “canto”.
Il secondo verso “stupefatto silenzio” introduce una interruzione, un “vuoto” che si inserisce perfettamente nel “pieno” del canto. Perché stupefatto? Appare “la luna piena”, che è la luna “fisica” nel suo massimo splendore, ma è anche un simbolo: dell’amore, della pienezza della realizzazione dei propri più profondi desideri.
Dopo l’affermazione di questo scenario positivo, seguono, con una pausa segnata anche graficamente da uno “stacco”, una serie di notazioni che, mediante una “segnalazione” di quello che non c’è, sottolineano il momento di felicità senza pari:
“ Non un alito di vento,
non un rumore di foglie,
non un segno d’autunno”.
Siamo ancora nel pieno dell’estate, nella potenza dei desideri che possono essere realizzati, siamo lontano dall’autunno e dalla vecchiaia: nel negare qualcosa si riafferma quello che c’è adesso, questo momento magico.
I “pennelli” della poesia.
Vediamo ora, brevemente, cosa sono e come sono stati usati i “pennelli”.
Per descriverli usiamo quanto scritto a proposito da Pamela Serafino ”(1):
“La poesia, più della prosa, valorizza gli effetti ritmici e musicali: le figure retoriche del suono (le rime, le allitterazioni, le consonanze, le assonanze, le onomatopee ecc.), il numero delle sillabe, gli accenti e le cesure del verso, sono utilizzati per raggiungere l’effetto sonoro…
Il timbro della parola è, infatti, il colore del suono della parola stessa che dipende dalla diversa quantità di vocali e consonanti che la compongono. Ogni fonema ha un suo timbro specifico che rinvia o suscita sensazioni specifiche.
Così, ad esempio,
– le vocali a ed e, sono aperte, ariose, luminose, suggeriscono immagini gioiose, serene
– la vocale i è acuta e magra, di conseguenza parole come pioppi, cirri suggeriscono l’idea di sottigliezza mentre parole come gridi, tintinnio, hanno un timbro acuto e suggeriscono immagini squillanti che rompono il silenzio.
-le vocali o ed u sono cupe, pertanto, parole come dolore, mostro, ululato, upupa hanno un timbro cupo, chiuso, e suggeriscono immagini tristi, inquiete, tenebrose.
– la consonante r è sonora , perciò parole come ridere, rana, terra danno l’idea della sonorità, della gioiosità. Anche se, i fonemi, nelle parole si compongono in modo diverso, unendosi ad altri fonemi, così parole piene di t di r e di c esprimono un suono duro come la parola carpentiere.
-la c e la g hanno suoni striduli e gutturali , così ad esempio la parola gracchiare.
– le consonanti v ed f sono fruscianti, pertanto, parole come farfalla, soffio, volo, favola suggeriscono immagini di leggerezza, di dolcezza, di tenerezza
-le consonanti t e p sono secche, dure, pesanti, di conseguenza parole come tappo, troppo, toppa danno l’idea della fatica, della pesantezza.
– la consonante l suggerisce l’idea della fluidità della, scioltezza, della velocità come i fonemi zz ed ss doppiati
– gruppi consonantici come str, scr, gr ricordano rumori forti, stridenti come strepito, scroscio e suggeriscono sensazioni di fastidio, e sono anche suoni lenti.
Attraverso queste brevi considerazioni è possibile analizzare, osservare, il timbro delle parole che costituiscono i componimenti poetici, e ricreare l’atmosfera, i colori, le sensazioni che questi suscitano.
Tornando alla nostra poesia, possiamo vedere come il verso “La luna piena” è un trionfo della “a” aperta e luminosa, che suggerisce, insieme al fonema “lu” leggerezza e luminosità.
Gli ultimi tre versi sono ancora sotto il segno della chiarezza e luminosità della “a” e della fluidità e leggerezza della “f” e della “v”.
Certamente l’autore ha dovuto impadronirsi, con letture di anni, di queste tecniche, che sono state poi interiorizzate per essere poi utilizzate in maniera automatica.
In conclusione, ora possiamo andare a rileggere la poesia con maggiore consapevolezza e maggiormente forniti di strumenti di conoscenza: la potremo trovare breve, ma ancora più ricca di suoni e di significati
(1) Il suono delle parole, Pamela Serafino, pamelaserafino.altervista.org/blog/, 24 febbraio 2012.