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Il 26 novembre u.s. è stata sottoscritta l’ipotesi di rinnovo del ccnl industria metalmeccanica e, benchè debba passare al vaglio di un referendum, che si terrà dal 19 al 21 dicembre, c’è un diffuso ottimismo che l’ipotesi venga approvata, anche perchè, dopo 8 anni di divisioni e di scontri tra le sigle confederali, la sottoscrizione dell’accordo è stata unitaria.

  • Il nuovo accordo significa che non è passato lo schema “contratto Fiat” voluto da Marchionne, che sostanzialmente significava la riduzione da due a uno dei livelli contrattuali, schema del resto applicabile solo in grandi aziende, sempre più minoranza rispetto al nostro tessuto produttivo;

  • è stata anche battuta la tendenza, presente in una parte non piccola del mondo imprenditoriale e nello stesso governo, di sostituire il contratto nazionale con un salario minimo fissato per legge;

  • è stata anche fatta una scelta salariale precisa: il recupero salariale viene fatto ex post sull’inflazione reale calcolata con l’Ipca “al netto degli energetici importati”.

Quest’ultimo meccanismo ha già avviato una prima polemica all’interno della Cgil: Alessandro Genovesi, segretario generale degli edili della Fillea-Cgil, sottolinea con forza come la soluzione dei metalmeccanici sul salario si pone al di fuori delle prospettive indicate dal “nuovo modello contrattuale” definito da Cgil Cisl e Uil, dove si ribadisce non solo la funzione del ccnl di tutela del salario dall’inflazione, ma anche la necessità di riconoscere elementi propri di ogni settore produttivo, quali andamenti di mercato, profitti ecc. (una volta si parlava di produttività).

C’è da dire che, mentre le osservazioni sugli assorbimenti non solo dei superminimi individuali, ma anche degli elementi fissi collettivi della retribuzione eventualmente previsti dalla contrattazione aziendale successivamente alla data di rinnovo del ccnl”, hanno una loro forza e validità, continuare a non proporre soluzioni anche in tema di salario in tempi di inflazione prossima allo zero ha il difetto di mettere in dubbio la stessa possibilità di rinnovare un contratto nazionale.

contrattix

I principali punti dell’ipotesi di accordo

  1. Durata del ccnl: 4 anni, 2016-2019.

  2. Aumento salariale: recupero ex post ogni giugno dell’inflazione dell’anno precedente calcolata con l’indice Ipca “al netto degli energetici importati”.

Assorbimento degli incrementi individuali (fatte salve specifiche clausole di non assorbibilità) e degli emolumenti fissi della retribuzione (come ad esempio superminimi collettivi e premi fissi), che venissero eventualmente concordati in sede di contrattazione aziendale dopo il 1° gennaio 2017.

Previsione “informale” Aumenti salariali nel triennio: 51,7 euro medi (in prima applicazione si prendera’ a riferimento il tasso medio di variazione dell’inflazione 2016 su 2015).

Aggiungendo 7,69 euro di aumento sulla previdenza, 12 sulla sanità, 13,6 di welfare abbiamo un totale di 85 euro mensili che arrivano a 92,68 con la quota per il diritto alla formazione continua.

una tantum di 80 euro che verrà erogata a marzo 2017.

I premi di risultato aziendali saranno totalmente variabili.

3.Welfare

flexible benefits”

Le parti stabiliscono che a partire dal 1° giugno 2017, le aziende attiveranno per tutti i lavoratori piani di “flexible benefits” (cioè di beni e servizi di welfare personalizzabili e adattabili alle esigenze dei lavoratori) per un costo massimo di 100 euro nel 2017, 150 euro nel 2018 e 200 euro nel 2019.

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Previdenza complementare e assistenza sanitaria integrativa

L’ipotesi di accordo rende esplicita l’attenzione riposta dalle parti alla previdenza complementare e all’assistenza sanitaria integrativa.

Nello specifico, viene elevata dall’1,2% al 2% l’aliquota contributiva a carico delle aziende a favore dei lavoratori iscritti al Fondo pensione nazionale di categoria “COMETA”.

Con riferimento al Fondo di assistenza sanitaria integrativa “mètaSalute”, a partire dal 1° gennaio 2017, la contribuzione sarà a totale carico del datore di lavoro per un importo annuo pari a 156 euro. Hanno diritto a iscriversi al Fondo anche i lavoratori con contratto part-time, con contratto di apprendistato e con contratto a tempo determinato di durata non inferiore a 5 mesi. Nei casi in cui siano già presenti in azienda forme di sanità integrativa derivanti da accordi collettivi, si stabilisce che le parti procederanno ad una armonizzazione dei relativi contenuti, anche al fine di omologare l’onere contributivo a carico dei datori di lavoro, che non potrà comunque essere inferiore a 156 euro all’anno.

ccnl

Formazione continua

Le parti riconoscono il diritto soggettivo alla formazione continua per tutti i lavoratori in forza a tempo indeterminato.

Tale diritto soggettivo si concretizza nel coinvolgimento dei lavoratori in percorsi di formazione continua della durata di 24 ore pro-capite nell’arco di ogni triennio, a partire dal 1° gennaio 2017.

IN CONCLUSIONE

Abbiamo passato in rassegna i punti principali dell’ipotesi di rinnovo del ccnl industria metalmeccanica. Nelle normative ci sono anche altre novità interessanti, sulle quali magari torneremo per un approfondimento.

La novità più importante è comunque rappresentata da questo mix tra salario e welfare, che ci sembra un compromesso che vale la pena di tenere presente in un momento in cui non si è usciti ancora dalla fase di bassa crescita della nostra economia e i tassi inflattivi sono ancora molto bassi.

Il welfare ha la particolarità che, per il trattamento fiscale e contributivo, abbatte il costo per i datori di lavoro ed è, sostanzialmente, salario reale per i lavoratori.

questo compromesso ha consentito il rinnovo del contratto nazionale. Naturalmente nell’industria -in caso di ripresa- ci sono buone prospettive per ottenere a livello aziendale un buon salario di produttività, cosa invece molto più difficile nel terziario.

con tutte le dovute attenzioni e adattamenti, questa soluzione merita di essere attentamente studiata.

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